lunedì 20 marzo 2017

RECENSIONE: La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo - Audrey Niffenegger

9.00 EUR
500 pp.



SINOSSI:
Quando Henry incontra Clare, lui ha ventott'anni e lei venti. Lui non ha mai visto lei, lei conosce lui da quando ha sei anni... Potrebbe iniziare così questo libro, racconto di un'intensa storia d'amore, raccontata da due voci che si alternano e si confrontano. Si costruisce così sotto gli occhi del lettore la vita di una coppia e poi di una famiglia cosparsa di gioie e di tragedie, sempre sotto la minaccia di qualcosa che nessuno dei due può prevenire o controllare.








Henry soffre di cronoalterazione, ovvero ha la capacità di viaggiare nel tempo. 
Questa "abilità" gli permette di conoscere i numeri vincenti della lotteria, di scoprire molte cose del suo futuro e di ri-incontrare persone che, in un modo o nell'altro, lo hanno abbandonato. Ma la cronoalterazione non riserva solo cose belle. Quest'ultima non ha un manuale da seguire per capire come essa funzioni, e, così, Henry si ritrova - improvvisamente - catapultato nel passato o nel futuro, nudo come un verme e con il bisogno di procurarsi in primis degli indumenti, e poi del cibo. Per queste diverse ragioni, il protagonista non poche volte si ritrova ad essere inseguito dai poliziotti, a rubare o a scassinare porte di negozi. Tutto per sopravvivere.

Nei primi capitoli incontriamo Clare, la futura moglie di Henry, che sta girovagando per Chicago per trovarlo (ma anche per i suoi studi). Henry e Clare, infatti, si conoscono da quando lei aveva sei anni, anche se lui ancora non lo sa e, per questo, quando questa ragazza gli si presenta davanti parlandogli del loro passato/futuro, egli rimane molto perplesso e turbato. Clare non si arrende e, col tempo, impareranno a conoscersi, ad aspettare che i vari pezzi del puzzle vadano al posto giusto, pazientemente.
Questo romanzo narra, principalmente, di questo: della storia tra Henry e Clare, con i vari 'capitoli' suddivisi in base al giorno e al pv (point view = punto di vista).

L'autrice ha un modo di descrivere molto descrittivo e dettagliato, permettendo al lettore di catapultarsi interamente nella storia.
Inizialmente ho trovato molta fatica a seguire le vicende che venivano narrate, trovandomi abbastanza spaesata per il modo di narrare e per il ragionamento fatto per la cronoalterazione.
I personaggi sono ben delineati e molto reali, tanto che mi sono affezionata praticamente a tutti loro (poiché, ovviamente, non faremo conoscenza solo con Henry e Clare, ma anche con molti altri personaggi, come Gomez e Charlotte, o anche la famiglia di Clare e quella di Henry). 

Il romanzo, però, non tratta solo di questo, bensì anche dei problemi che si possono trovare nelle famiglie che sembrano perfette, intatte. Tratta dell'abbandono, della pazienza che ha una persona ad aspettare la persona che crede perfetta per lei; ma anche di tradimenti, di morte, di tristezza e voglia di arrendersi.
Alla fine del romanzo si vede come il tutto sia un cerchio perfetto, iniziato e concluso perfettamente. Troviamo, infatti, tutte le risposte alle varie domande che nel corso della lettura ci poniamo, in quanto tutti gli avvenimenti che troviamo nella prima parte della storia si completano nella seconda parte. 

È un libro straziante per molti versi ma che riesce a dare anche emozioni positive e tanti messaggi ricchi di speranza. Il finale ha preso il mio cuore strappandolo in mille pezzettini e calpestandolo, ma, dopo averlo concluso, sono felice di tutte le emozioni che mi ha trasmesso e, dopo un paio di giorni dalla sua conclusione, mi ritrovo a voler leggere altro di questa storia.

1/2
Consigliato a chi non ha paura della vita, a chi crede nell'amore, a chi ha bisogno di speranza; sconsigliato a chi ha paura di 500 pagine e a chi, nonostante tutto, non crede affatto nella felicità.

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