lunedì 18 luglio 2016

Recensione: Noi siamo grandi come la vita (NO SPOILER)

TRAMA
Informazioni edizione:
Edizione Sperling&Kupfer
Edizione flessibile
317 pag.
€12,00
Tutto inizia con un compito assegnato nei primi giorni di scuola: "Scrivi una lettera a una persona che non c'è più". E così Laurel scrive a Kurt Cobain, che May, la sua sorella maggiore, amava tantissimo. E che se n'è andato troppo presto, proprio come May. Per Laurel, la sorella era un mito: bella, perfetta, inarrivabile. Era il sole intorno a cui ruotava tutto, specie da quando i genitori si erano separati. Perderla è stato indescrivibile, qualcosa di cui Laurel non vuole parlare. Sulla carta, invece, Laurel si lascia finalmente andare. E dopo quella prima lettera, che non consegnerà all'insegnante, continua a scriverne altre, indirizzandole a Amy Winehouse, Heath Ledger, Janis Joplin e altri idoli della sorella scomparsa. Soltanto a loro riesce a confidare cosa vuol dire avere quindici anni e sentire di avere perso una parte di sé, senza nemmeno potersi aggrappare alla famiglia perché è andata in mille pezzi. Soltanto a loro può confessare la paura e la voglia di avventurarsi in quel mondo nuovo che è la scuola, la magia di incontrare amiche che ti fanno sentire normale e speciale al tempo stesso. Finché, come un viaggio dentro di sé, quelle lettere porteranno Laurel al cuore di una verità che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Qualcosa che riguarda lei e May. Qualcosa che va detto a voce alta: solo così Laurel potrà superare quello che è stato, imparare ad amarsi e trovare il coraggio di andare avanti.
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RECENSIONE
Noi siamo grandi come la vita è un romanzo di formazione, ma non si ferma qui.
E' un romanzo intriso di rabbia, di abbandono, di solitudine, di tristezza, di parole non pronunciate, sguardi non accennati e, soprattutto, di segreti.
Noi siamo grandi come la vita è composto da varie lettere dedicate a persone che May amava, grazie alle quali la protagonista, Laurel, ci parla. Lei ha un desiderio, quello di diventare come sua sorella - May - morta in circostanze che ci verranno spiegate quasi alla metà del libro.
E' il primo anno di liceo per Laurel, è felice di iniziare una nuova scuola, per lasciarsi alle spalle gli sguardi colmi di compassione dei suoi vecchi compagni verso di lei. Inizia ad indossare i vestiti di May, a truccarsi come lei, cerca di diventare lei, di nascondere se stessa per dare spazio ad una persona totalmente nuova e diversa.
"Lo so che May è morta. Voglio dire, il mio cervello lo sa, ma a me sembra così irreale. La sento ancora qui, con me. Come se una notte dovesse entrare dalla finestra, dopo essere uscita di nascosto, e raccontarmi quello che ha fatto. Forse, se imparerò a essere un po' più come lei, capirò come vivere senza di lei."
E' questo ciò che Laurel scrive a River Phoenix, l'attore preferito suo e di sua sorella.
Con le sue lettere, la protagonista riesce a farci immedesimare nel suo stato d'animo, riesce a convincerci a guardare il mondo da altre prospettive.
Laurel si mostrerà vulnerabile non solo per May, ma aggiungerà al suo stato d'animo, oltre al fallimento, alla convinzione di non aver fatto nulla per salvare sua sorella e alla sensazione di non essere mai abbastanza, il senso di colpa causato dalla separazione dei genitori, avvenuta dopo la morte della sorella, che la farà sentire quasi inutile, poichè la famiglia riusciva ad essere unita grazie a May, la quale raccoglieva i cocci rotti sparsi qua e là e li riuniva per creare qualcosa di più grande. La prima settimana di liceo Laurel non farà amicizia con nessuno e cercherà di evitare qualsiasi tipo di contatto con le persone intorno a lei.
  ''Voglio rendermi invisibile, per osservare senza essere vista'' scriverà nella prima lettera rivolta a Kurt Cobain.
Poi, però, riuscirà a fare amicizia con due ragazze, che diventeranno parte integrante del presente di Laurel: Natalie e Hannah, le quali aiuteranno Laurel ad ambientarsi nella scuola e rimarranno quasi sempre al suo fianco, anche se una delle due nasconde un segreto che Laurel riuscirà a scoprire.
Andando avanti nella storia conoscerà anche un ragazzo, Sky, che ci viene già presentato all'inizio del romanzo e verso il quale Laurel proverà sempre una certa attrazione e che, nel corso del libro, ci svelerà un segreto che aumenterà le paranoie di quest'ultima.
Oltre alle amicizie, la protagonista parlerà con la sua insegnante di inglese, la quale conosceva May e proverà di tutto per non 'fallire' con Laurel, nascondendo dei segreti anch'ella, i quali ci verrano rilevati in un dialogo tra le due.
Noi siamo grandi come la vita è anche un libro d'amore, di separazione, di amicizia.
Questo libro riesce a far crescere psicologicamente il lettore, riesce a far amare la vita. Come potrebbe Laurel, convinta di aver ucciso sua sorella che ammirava e venerava, amare la vita? Come potrebbe amarla se guardando la cucina le verrà sempre in mente la mamma che cucinava i biscotti e il papà che li rubava? Come potrebbe amare la vita, se ha perso tutto ciò che la componeva?
Queste saranno le domande che il lettore si porrà all'inizio del libro, trovando le risposte alla fine del romanzo.
In questo libro l'autrice ci mostra l'adolescenza, i problemi, il divertimento, la spensieratezza ma anche i sensi di colpa, quella sensazione dell'essere invincibili, le amicizie, i tradimenti, la tristezza, la confusione, gli sfoghi, i silenzi, narra di letteratura, di poesia, di significati nascosti, di sorrisi accennati, di mani che si sfiorano, di baci rubati, di risate fino alle lacrime, di notti insonni e di quelle da sballo, di feste, di abiti, di sguardi che si afferrano, di segreti, di rivelazioni. Ma soprattutto ci mostra la vita.
''Perchè la vita è lì, davanti a lei. E, per quanto possa fare paura, non c'è emozione più grande di sentire il suo battito''

Lettura stra consigliata. 5/5 stelline meritatissime!
Spero che la recensione vi sia piaciuta e che adesso vi troviate in libreria ad acquistare questo meraviglioso libro, è stato difficile parlarvene poiché quando un libro riesce a parlare da solo, ogni parola detta vale zero. 
Alla prossima, lettori. 

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