lunedì 12 novembre 2018

stare bene (o non stare male)?

Talvolta l’essere umano si nega ciò di cui ha voglia, per colpe che spesso non lo riguardano personalmente, ma per cose più grandi di lui stesso, e che lo portano ad evitare queste determinate cose/situazioni.
Ricordo che, neanche troppo tempo fa, trovavo di conforto potermi stendere sul letto e, magari, guardare un po’ il soffitto buio durante le ore notturne, con il rumore del vento forte al di fuori della mia finestra e il respiro di mia sorella che mi dormiva di fianco. Oggigiorno, però, la temperatura è cambiata, il freddo è percepito in modo diverso, mia sorella torna ad orari improponibili perché è ormai grande ed io mi addentro nel letto solo perché il mio corpo ne ha bisogno nell’orario in cui quest’ultimo me lo chiede.


Oggi evito di osservare le persone, quando prima ne ero quasi ossessionata - provare a capire cosa stessero facendo, dove stessero andando proprio in quel momento, a cosa stessero pensando.
Evito di analizzare una foto un po’ più dettagliatamente; evito lo sguardo di chi mi vuole bene; evito di dire una parola a mia madre solo perché sono gelosa delle attenzioni che mi nega per il suo compagno.
Evito di accarezzare il mio cane quando torno a casa, per paura che mi rifiuti. Evito i sorrisi sinceri per i pensieri che mi sovrastano. Evito tante cose belle, tutto per colpa delle, forse minori o forse maggiori, cose brutte che affollano la mia mente.
Mi concentro sulle cose da fare, sull’organizzazione della mia giornata: il tempo che ci metterò a fare tale materia, e quanto impiegherò a finire tal cosa. Programmo la mia vita, vivendo il presente soffermandomi solamente sul futuro.
Evito di stare bene, accontentandomi di semplicemente di non stare male, per paura di una fine della mia tranquillità, paura di far arrabbiare qualcuno, di soffrire o far soffrire.

Ci penso molto, ultimamente, alla definizione di “stare bene”, a ciò che essa significhi per davvero, nel profondo.
 Forse stare bene significa sentirsi liberi, leggeri nonostante il peso della vita che si posa pian piano sullo stomaco, facendo tremare le nostre gambe e sussultare il cuore. O forse è simile al ricordo dei Natali che passavo da bambina, con l’eccitazione dell’arrivo di Babbo Natale e con l’odore delle pietanze che per me erano sempre nuove, e che, invece, adesso, sembrano essere sempre uguali al resto.
Forse stare bene significa sorridere all’improvviso durante la giornata, non aver paura del giudizio degli altri, smettere per un secondo di pensare, girare su se stessi fino a quando la testa non ci scoppia e finire per ridere della nostra stupidità.
Forse vuol dire abbracciare qualcuno a cui vuoi bene, e sentirti protetto; forse è la mano della persona che ami che è rivolta verso di te. O potrebbe significare l’odore dell’asfalto prima che inizino a cadere piccole e leggere gocce di pioggia, che ricadono poi in una tempesta durante la quale hai voglia solo di bere una tazza di cioccolata calda, in compagnia della visione di un bel film o della lettura di un bel libro.

Stare bene potrebbe significare moltissime cose e, sicuramente, avrò assaggiato con la punta della lingua questa sensazione dal suono così dolce e gustoso, alla quale, però, il mio stomaco si apre per riuscire - una volta per tutte - ad assaporarla completamente, gustandola fino alla fine.

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