lunedì 15 gennaio 2018

Ultime letture 2017

Salve a tutti lettori, come state?
Stavo pensando che è da un po' che non vi parlo delle mie ultime letture, quindi mi è venuta l'idea di scrivere questo post per informarvi degli ultimi letti nello - ormai - scorso anno, il 2017.
Di alcuni ve ne ho già parlati in apposite recensioni o comunque nei WWW (che, tra le altre cose, penso eliminerò in quanto mi sto regalando più tempo per leggere i diversi libri che ho in lettura). Ma bando alle ciance, parto col mostrarvi i titoli.


Recensione: qui.
Come vi ho detto nella recensione (che vi consiglio di leggere per sapere in modo più approfondito il mio pensiero su questo primo volume della saga di C.S. Pacat), ho trovato l'inizio di questa storia molto accattivante ed intrigante, e mi ha davvero incuriosita a continuarla. Sto, infatti, aspettando con ansia che venga pubblicato il secondo titolo, che uscirà il 23 febbraio, per poter correre ad acquistarlo e poter finalmente scoprire cosa succede. 
Il principe prigioniero, infatti, si conclude con una situazione alquanto ansiosa, che ci invoglia a conoscere il continuo. 
Ho adorato alla follia i due personaggi principali della storia, Damen e Laurent, nemici del tutto opposti e che si ritrovano a dover stare insieme per una situazione spiacevole che si viene a creare all'inizio del libro e della quale non conosceremo del tutto la verità - e che immagino si scopri nei volumi successivi. Ho apprezzato moltissimo anche i mondi creati e la fantasia della Pacat nel trovare le giustificazioni e le risposte ad ogni minimo dettaglio. 
E', ovviamente, partita anche la ship della vita con alcuni personaggi e questo non fa altro che incuriosirmi ancora di più e rendermi ansiosa nell'andare avanti. 

Lettera a un bambino mai nato è uno di quei libri che volevo leggere da davvero moltissimo tempo ma che, per una cosa o per un'altra, non ero mai riuscita a recuperare. Fortunatamente, sono riuscita a trovarlo ad un prezzo irrisorio nel mio mercatino dell'usato di fiducia; l'ho, così, subito preso tra le mani per leggerlo e scoprire se avesse rispettato o meno le mie aspettative. E devo dire che la risposta è: assolutamente sì. Questo libro è davvero una pugnalata potente al petto, che disturba in una maniera molto contorta e perfida il lettore, ma che porta anche ad una profonda riflessione sul tema principale del libro, l'aborto. Dico tema principale in quanto esso è contornato da moltissimi altri temi, quali il femminismo, i doveri di una madre, la mentalità dell'uomo in quanto padre, e molti altri. L'aspetto che più ho apprezzato, però, è stato il fatto che la Fallaci non giudica né una scelta né l'altra, ma pone soltanto delle solide basi per far sì che chi legge questo suo titolo possa avere un pensiero consapevole, sapendo il dolore che si può provare nonostante la convinzione della libertà. Io ve lo consiglio, davvero. 
Recensione: qui.

Penso che ormai abbiate capito che provo davvero molta difficoltà a raccontarvi di questo titolo, sia dalla recensione che ne ho scritto un po' di tempo fa, sia dal post più recente dove vi ho parlato dei miei ultimi preferiti.
Questa storia è molto simile a quella de Il giovane Salinger di Holden, in quanto entrambi romanzi di formazione che incentrano la propria storia sulla vita di un ragazzo adolescente (o appena uscito da essa) complessato e distaccato dal mondo, il quale deve riuscire ad affrontare i suoi scheletri nell'armadio e i suoi mostri sotto al letto in modo tale da riuscire a comprendere cosa è davvero la vita, e cosa si deve fare per poterla vivere a pieno. Una storia molto toccante e che arriva alle corde dell'anima, grazie anche alla favolosa scrittura di Murakami.
Fatto sta, che se volete saperne in modo più approfondito, vi consiglio davvero di leggere la recensione che sono riuscita a pubblicare solo dopo aver letto e riletto e riletto le parole che avevo scritto.


Il bacio più breve della storia è stato un libro davvero molto carino, che mi ha tenuto compagnia per un paio di giorni massimo, ma che in realtà non mi ha regalato chissà quante emozioni. Molte belle frasi e la scrittura di Malzieu è sempre sublime e coinvolgente, tanto da catturare il lettore in un tornado di emozioni e parole come in pochi altri sono capaci di fare.
Ve lo consiglio nel caso in cui abbiate un blocco del lettore o abbiate poco tempo da dedicare a delle storie, in quanto appassiona, è molto breve e tiene incollato il lettore alle pagine anche per il piccolo mistero che l'autore inserisce all'interno della storia.


Goethe è entrato nel mio cuore con il suo I dolori del giovane Werther e così, quando tempo fa trovai Faust tra gli scaffali del mio mercatino dell’usato di fiducia, non me lo feci affatto scappare.
Faust è la tragedia più famosa dell’autore e, probabilmente, anche la sua opera più matura e completa. In questo testo teatrale, infatti, ritroviamo tantissimi temi - tra i quali spicca in modo particolare la lotta interiore tra il bene e il male nell’uomo; ma, oltre a ciò, possiamo scoprire l’amore, l’odio, la morte e anche una forte critica alle azioni dell’uomo mirate al solo e semplice successo, alla fama. Sfortunatamente, la mia edizione è soltanto la prima parte di questa grandissima opera, quindi non posso parlarvene più approfonditamente di così, sappiate però che non appena acquisterò e leggerò la versione completa, ve ne parlerò sicuramente.


Come penso ormai sappiate, non riesco affatto a parlare della Ferrante e delle emozioni che mi provoca la sua scrittura e la sua storia dedicata a queste due amiche che si amano e si odiano senza una fine, quindi non lo farò. Posso solo dirvi che questo è il terzo libro della saga il quale, a differenza dei due precedenti, ha delle componenti molto più tecniche ma, soprattutto, politiche: proprio per questo, la lettura inizialmente può apparire più lenta e talvolta complicata, ma posso assicurarvi che arrivati alle ultime cento pagine non riuscirete a staccare gli occhi dalle parole e, una volta chiuso il libro, bramerete di avere tra le mani l'ultimo libro.


Avevo apprezzato Ammaniti con il suo Io e te, che mi era davvero piaciuto e mi aveva fatto versare anche qualche lacrime.
Io non ho paura è stata una bella lettura, molto scorrevole e piacevole ma devo ammettere che non ricordo assolutamente nulla della storia che ho letto, e questo non è affatto un segno positivo. Non posso, quindi, dirvi di cosa parla questo libro, né delle emozioni che mi ha fatto provare, in quanto quando provo a pensarci ho il vuoto più totale.



Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore è un titolo che avevo nella mia wishlist da quando ho saputo della sua uscita. Seguo la Casciani su instagram, e penso che sia davvero un'ottima persona ed ero quindi curiosa di leggere questa sua storia che molti avevano apprezzato. La scrittura dell'autrice devo dire che mi è piaciuta moltissimo, ha un tono molto dolce e delicato, che accompagna la storia in modo anche molto malinconico, ma che culla il lettore e riesce a rilassarlo e a calmarlo. La storia in sé per sé, invece, l'ho trovata forse troppo forzata, anche se penso che questo sia dovuto al fatto che io non mi sarei mai comportata come la protagonista. Questo libro, infatti, è una raccolta di pensieri scritti dall'unico personaggio che conosciamo più a fondo sul suo diario personale, iniziato dopo aver subito una rottura con il suo fidanzato che le ammette di non amarla più. Ci sono quindi delle frasi molto belle, anche se talvolta forzate, che colpiscono il lettore e che lo invitano a continuare la lettura ma, in alcune parti, ho trovato che fosse un po’ troppo forzato. Ve lo consiglio di vero cuore se siete in un blocco del lettore o se avete voglia di leggere qualcosa di non troppo impegnativo ma che nel frattempo possa tenervi compagnia. 


Zusak è un autore davvero molto controverso, che o si ama o si odia, senza vie di mezzo. Io lo amai con il suo Storia di una ladra di libri, e lo odiai nel suo Il messaggero, libro che - tra l'altro - non ho nemmeno concluso proprio per il repentino cambio di scrittura di questo autore geniale (anche se penso proprio che lo riprenderò tra le mani).
Per questo Natale, una mia amica mi ha regalato il primo libro della sua nuova trilogia The Wolfe Brothers, titoli che mi avevano molto intrigata e che desideravo tanto leggere. Così, la sera stessa, ho iniziato a leggere questo titolo davvero molto breve e scritto con un font enorme, per concluderlo il giorno dopo. Devo dire che come primo volume mi è piaciuto abbastanza, anche se ; l'ho trovato forse troppo adolescenziale e semplice per il suo stile di scrittura abitudinario, dovuto probabilmente anche al fatto che questo è il suo esordio letterario. Nonostante ciò, i personaggi mi sono piaciuti molto e adoro l'aspetto introspettivo del nostro protagonista - che è anche la voce narrante -, Cameron, un ragazzo con moltissimi problemi che gravano sulle sue spalle e che molto spesso riescono a mandarlo a terra facendolo soffrire. I capitoli, inoltre, sono alternati a delle parti scritte in corsivo che ci mostrano i sogni che quest'ultimo, di tanto in tanto, fa e che si collegano con la storia. Sono molto curiosa di continuare questa saga (da un altro mio amico ho già ricevuto il secondo della serie, e mi preparo quindi a leggerlo) e di scoprire se andrà migliorando oppure peggiorando: io, nel frattempo, non mi faccio aspettative!
E queste sono state le mie ultime letture.
Conoscete qualcuno dei titoli che ho nominato? Li avete letti? Come al solito, fatemi sapere nei commenti.
Vi abbraccio, alla prossima! 

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